Al Magnifico Rettore, Prof. Massimo Midiri
A tutta la comunità studentesca,

I recentissimi sviluppi legati alla pandemia e le misure di sicurezza eccezionali già introdotte dal governo nazionale nelle ultime ore ci impongono delle dovute riflessioni che ci sentiamo in dovere di condividere con voi.
Da mesi aspettiamo impazientemente un ritorno alla normalità per il nostro Ateneo. Abbiamo visto, nel corso degli ultimi mesi, susseguirsi misure straordinarie che hanno permesso la riapertura di interi settori produttivi della nostra società eccezion fatta per il mondo dell’università, come se ritornare a seguire le lezioni in presenza o recarsi in dipartimento per sostenere un esame fosse meno importante di andare a vedere un film al cinema o andare a vedere una partita allo stadio.
La nostra comunità è stanca di continui rinvii, tattici temporeggiamenti e strategiche prese di posizione da parte degli attori coinvolti nella gestione dell’emergenza pandemica e quando il Magnifico Rettore ci ha comunicato, attraverso la Nota Rettorale, la sua forte presa di posizione sul ritorno in presenza per la sessione invernale, abbiamo accolto positivamente l’improvviso, per quanto intempestivo, cambio di marcia da parte della nostra dirigenza, se non altro per la portata comunicativa di dare un segnale forte e chiaro sulle politiche di ampio respiro di questo rettorato.
In merito all’ultima nota rettorale, comprendendo anche il momento delicato e l’attesa di nuove disposizioni da parte del Cts e del Governo, abbiamo ritenuto necessario, in prima battuta e tramite richieste ufficiali, richiedere la modalità a distanza per una platea quanto più ampia possibile di studenti, includendo tra le eccezioni tutte quelle categorie di studenti impossibilitate a svolgere gli esami in presenza per motivi di estrema necessità logistico-sanitaria.
Allo stesso tempo ci auspichiamo che tale possibilità venga altresì estesa agli studenti conviventi con soggetti in condizioni di immunodepressione o che presentino patologie attestanti estrema fragilità e/o sensibilità a patogeni come quelli del Covid19, come del resto già richiesto nelle settimane scorse.
Tuttavia, in seguito al costante confronto con i nostri colleghi, sono emerse diverse criticità e coni d’ombra che rendono difficile pensare, ad oggi, ad uno svolgimento in sicurezza degli esami in presenza. Non possiamo non tenere in considerazione il drammatico peggioramento dei dati provenienti dagli ospedali in merito a ricoveri e terapie intensive, con immagini che ci riportano tristemente ad un passato recente che sembrava ormai alle nostre spalle. Non possiamo non guardare in faccia alla realtà e riconoscere che un ritorno in presenza, quantomeno per gli esami della sessione invernale, rappresenterebbe un passo azzardato che nessuno di noi, in questo momento, si può permettere. Questo non solo per motivi di ordine sanitario, che comunque rimangono le nostre priorità, ma anche per motivi organizzativi e amministrativi.
Ricordiamo infatti che la modalità blended a scelta dello studente violerebbe il principio dell’equità di giudizio in un esame pubblico, cosa che minerebbe la validità legale dell’intera sessione. Iniziare questa sessione in presenza con la consapevolezza che tra qualche settimana potremmo essere “costretti” a tornare integralmente a distanza rappresenterebbe un precedente pericoloso della cui responsabilità saremmo tutti egualmente coinvolti.

Chiediamo a gran voce qualcosa che è venuto a mancare già in precedenza, e cioè una programmazione con ampio anticipo per quanto concerne l’organizzazione della didattica del secondo semestre. Non ci possiamo permettere di essere alla deriva aspettando che qualcun altro scelga per noi. La nostra decisione deve essere presa insieme a tutti i protagonisti della governance e deve riguardare gli strumenti e i meccanismi che potrebbero permetterci, “dal primo giorno utile”, di reagire alle emergenze che già ben conosciamo e di tornare prontamente in quei luoghi che tanto ci mancano e dei quali la nostra Università non può più fare a meno.
Chiediamo come prima cosa una decisione definitiva a seguito dell’aumento della curva epidemiologica in merito alla sessione di esami imminente e inoltre la stesura di linee guida differenziate per ogni zona di rischio (bianca, gialla, arancione e rossa), in modo da permettere a tutta la comunità accademica di essere informata e preparata su come l’Ateneo intenda affrontare gli eventuali scenari in maniera pragmatica, anche attraverso un vademecum per lo svolgimento degli esami di profitto in presenza e/o a distanza da pubblicizzare attraverso tutti i mezzi comunicativi a disposizione dell’università in maniera chiara, tempestiva e capillare.
La normalità sta diventando un concetto estremamente scivoloso e ineffabile e lo stesso parlarne sembra ormai un puro esercizio di fantasia ma, in qualità di rappresentanti degli Studenti, abbiamo un dovere “etico” ancor prima che politico verso di loro e verso tutta la comunità accademica e non possiamo permetterci di lasciarci andare al disfattismo e al fatalismo. Abbiamo il dovere di rimboccarci le maniche e di fare tutto ciò che è in nostro potere, attraverso idee e proposte concrete, per far ripartire la nostra Università non solo il prima possibile ma soprattutto al meglio delle sue potenzialità.
Ma senza il contributo di ciascuno di voi niente di tutto questo sarà possibile. Dalla dirigenza agli studenti, dal personale tecnico fino al corpo docente, tutti siamo equamente coinvolti in questo processo di dolorosa, per quanto necessaria, trasformazione.
Questo è il momento di fare comunità. Questo è il momento di essere comunità.

Alessio Varsalona
Rappresentante degli Studenti in Consiglio di Amministrazione
Benedetto Gramasi
Rappresentante degli Studenti in Senato Accademico
Edoardo Ricci
Rappresentante degli Studenti in Senato Accademi